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ROSSO COME IL FIORE

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In occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne pubblichiamo la testimonianza di un allievo del CFIQ che ha espresso il proprio pensiero sul tema.
Il ricavato dell’evento è stato devoluto all’Associazione Svolta Donna di Pinerolo.

Descrivere, raccontare impressioni, emozioni sulla giornata del 25 Novembre

 

Rosso come il fiore

Quest’anno in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, abbiamo organizzato un evento chiamato “Rosso come il fiore” per far conoscere a più persone la situazione che riguarda le donne nel mondo.

A scuola, insieme agli insegnanti abbiamo dedicato del tempo per approfondire il tema “violenza sulle donne” e credo che sia stato utile per tutti. Abbiamo scoperto che la violenza può essere applicata in molti modi, non bisogna limitarsi a pensare a quella fisica, ma anche a quella psicologica. In molti paesi, anche a livello legale, la donna non è abbastanza “protetta” e per questo succede che in paesi come l’India, se un uomo stupra una donna, gli basta sposarla per sistemare le cose. In questo modo viene costretta una donna a passare il resto della sua vita a fianco di un uomo di cui avrà sempre paura.

Ma questa non è la cosa peggiore; con il tema della violenza ci siamo collegati anche al tema del “viaggio” e più precisamente al viaggio che le donne fanno per scappare dal male che le circonda.

Le donne africane sono, forse, il migliore esempio: abbiamo parlato delle donne nigeriane, che vengono ingannate promettendo loro una vita migliore in Europa e portate poi a prostituirsi. Queste donne sono costretta a vendere il loro corpo, fino a quando non chiudono completamente il debito che hanno con le persone che le hanno portate in Europa. Altre donne invece, fuggono dalla povertà e dalla guerra, ma anche loro sono costrette a soffrire molto durante il loro viaggio. Altre costrette alla fatica, camminando giorni e giorni, alla frontiera, nel momento in cui dovrebbero imbarcarsi per raggiungere l’Europa, vengono trattenute e violentate dagli estremisti islamici e dai trafficanti che chiedono molti soldi per lasciarle partire. Le trattengono fino a quando non le avranno prosciugate di tutti i loro beni, per pochi che siano.

Queste sono poche delle cose che abbiamo scoperto e purtroppo ci sono molte altre cose che non sappiamo.

Io penso che quest’esperienza sia stata un successo, sia nella progettazione sia durante l’evento finale. Abbiamo avuto la fortuna di parlare con alcune persone che hanno portato diverse testimonianze e ognuna importantissima. Molte di queste sono state pesanti e possono far sentire un dispiacere interiore, ma grazie a questo si può capire meglio ancora la situazione.

Gjeezualdo Cuku 4^ anno

 

 

Alcuni momenti della giornata

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